Quando in un bosco ne percepisci la bellezza e diventi tutt'uno con il bosco, allora, intuitivamente, sei in armonia e in pace con le Dee e con gli Dei. Essi sono parte della nostra vera natura, la nostra Natura Profonda, e quando siamo separati dalla nostra vera natura, viviamo nella paura. Percepire questa normalità vuol dire dare un senso reale al vivere che è insito in tutte le cose.

Intraprendere la Via Romana al Divino significa iniziare un percorso di risveglio: praticando l'attenzione e la consapevolezza continua ci incamminiamo lungo una strada sapendo che ciò che conta è il cammino per sè più che la destinazione.

When you, entering a forest, perceive the beauty of the forest and you feel to be in a complete harmony with it, then, intuitively, you are in peace with the Deities. They are an essential part of our real nature, our Deep Nature, and when we are separated by our real nature we live in the fear. Perceiving such normality means giving a real sense to our lives.

Undertaking the Roman Via to the Deities implies a path to awakening: with the practice of continuing consciousness and awareness we undertake our walking knowing that taking the path is more important than the destination itself
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martedì 19 marzo 2013

Liber/Libera

Il 17 marzo ricorreva la festività dei Liberalia, ovvero una giornata dedicata a Liber e alla sua polarità femminile Libera

In questo post non voglio descrivere le caratteristiche di questo culto pubblico nel passato (oggi del resto difficilmente riproponibile nella sua veste originale), ma vorrei fornire qualche considerazione utile sia per una forma di culto privato sia per la comprensione di alcuni suoi significati ed implicazioni utili al mantenimento del nostro personale stato di "veglia" e continua "consapevolezza". 

Liber e Libera sono forze naturali della fecondità (non casualmente ricordati nel mese di Marte fecondatore), soprattutto di una fecondità legata alla natura indomita e selvaggia delle foreste, che si manifesta nei periodi di transizione o di passaggio. 

Liber in particolare è la corteccia dell'albero, cioè la parte della corteccia più ricca di vita e di linfa che collega le foglie alle radici.  Liber/Libera sono "Divinità della Linfa", "il sangue delle piante". Liber/Libera sono forze ctonie (comprese nella triade Ceres-Liber-Libera) che ad ogni primavera risalgono dalla terra e "resuscitano" gli alberi. 

Sono simboleggiati dall'edera, la pianta che vive attingendo la linfa degli alberi.



Grazie a queste forze, gli alberi tornano a coprirsi di foglie e successivamente di fiori. Forze della linfa, del polline, e del nettare: allo stesso modo Liber/Libera sono forze della maturazione degli uomini e delle donne, dei loro organi sessuali e dei relativi fluidi come veicoli che animano la natura. 

Possiamo utilizzare questa Ode di Orazio come invocazione a Liber/Libera.


O posteri, credetemi!
Ho visto un giorno Bacco fra le rupi
di remote montagne
che insegnava i suoi canti
alle Ninfe in ascolto che imparavano,
ed alle orecchie aguzze
dei Satiri dal piede biforcuto di capro.
Evoè! per lo spavento recente
vacilla ancora adesso la mia mente,
ma in tumulto gioisce
per l'animo da Bacco ora ispirato.
Evoè! te ne prego, o Libero, risparmiami,
risparmiami, temibile col tuo potente tirso.
Ora solo mi è lecito cantare
le Tiadi infaticabili,
di vino le sorgenti ed i ruscelli
straripanti di latte
e raccontare come il miele scorre
fuori dai cavi tronchi..
Orazio, Odi, 2/19


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