Quando in un bosco ne percepisci la bellezza e diventi tutt'uno con il bosco, allora, intuitivamente, sei in armonia e in pace con le Dee e con gli Dei. Essi sono parte della nostra vera natura, la nostra Natura Profonda, e quando siamo separati dalla nostra vera natura, viviamo nella paura. Percepire questa normalità vuol dire dare un senso reale al vivere che è insito in tutte le cose.

Intraprendere la Via Romana al Divino significa iniziare un percorso di risveglio: praticando l'attenzione e la consapevolezza continua ci incamminiamo lungo una strada sapendo che ciò che conta è il cammino per sè più che la destinazione.

When you, entering a forest, perceive the beauty of the forest and you feel to be in a complete harmony with it, then, intuitively, you are in peace with the Deities. They are an essential part of our real nature, our Deep Nature, and when we are separated by our real nature we live in the fear. Perceiving such normality means giving a real sense to our lives.

Undertaking the Roman Via to the Deities implies a path to awakening: with the practice of continuing consciousness and awareness we undertake our walking knowing that taking the path is more important than the destination itself
.

giovedì 26 febbraio 2015

Il Culto degli Antenati: ulteriori approfondimenti

Un'amica, Cultrix e attenta blogger mi ha sottoposto alcune osservazioni relative al mio post sul Lararium ed il Culto degli Antenati. Queste osservazioni possono essere trovate come commento a questo precedente post.

In sostanza mi viene sollevato il problema di come possiamo collocare, all'interno del Culto degli Antenati, alcuni Antenati di una famiglia che non si sono segnalati per virtù o si sono macchiati di indegnità o comunque non apparirebbero meritevoli nè di ammirazione nè tanto meno di venerazione.

La questione ovviamente si collega ad alcune tematiche di riferimento come ad esempio il rapporto fra il Culto degli Antenati ed i Defunti, il concetto di Venerazione o lo stesso concetto di Culto. 

Per comprendere il senso che la Tradizione e la Spiritualità Tradizionale dà a questi temi è importante in primo luogo spostare, traslare i nostri pensieri su un altro piano di riflessione che non deve essere profano o di ispirazione monoteista. Il nostro piano di riflessione deve essere simbolico, mitico, esoterico, profondo.

Quando parliamo di Antenati non ci riferiamo ad essi in senso "anagrafico", biologico, fisico, materiale, ma in senso appunto mitico e simbolico.

Il concetto di Antenato, così come quello di successore, evidenziano l'idea di una catena, di una trasmissione, di una Tradizione (tradere) nel senso più letterale del termine, di percorso, di cammino. Gli Antenati in particolare sono coloro che hanno dato inizio, solo coloro che sono stati (miticamente) più vicini agli Dei e alle Dee durante il progredire delle epoche (mitiche): sono loro che hanno dato avvio al mos maiorum. La Morte e gli Antenati sono elementi della narrazione di un sentimento religioso, che ora diventa il "nostro" sentimento religioso. Anche se negli ultimi secoli abbiamo avuto Antenati che professavano un credo religioso totalmente diverso dal nostro (ad esempio cristiano) ciò non toglie che essi vengano organizzati all'interno del nostro credo religioso. Essi quindi fanno parte dell'ordine metafisico familiare dell'al di là cui noi ora facciamo riferimento. 

In questo senso emergono i valori di tradizione, trasmissione, stabilità, ordine, gerarchia, struttura, relazioni. Il rispetto per i genitori, ed il loro ricordo come Antenati, è alla base di una qualsiasi organizzazione sociale.

Inoltre senza questa lettura mitica, la morte sarebbe solo disgregazione: in questo modo essa acquista un valore. Il Culto degli Antenati è quindi una risposta al problema della morte. Il Lararium evidenzia questa separazione e questa relazione del mondo dei vivi da quello dei morti e dei non-nati.

Nessuno di noi, anche se appartiene ad un'antica famiglia, può avere memoria di tutti i suoi Antenati: ma quello che conta è avere una forma di rispetto e di consapevolezza per coloro che ci hanno generato, che ci hanno dato la vita, che ci hanno preceduto. La Spiritualità Tradizionale Romana non è una religione, ma è un cammino, è un percorso, e questo concetto di percorso e di cammino si applica anche all'idea di relazione fra le generazioni, passate, presenti e future. La Spiritualità Tradizionale Romana è un cammino in salita poichè è anche una Via di elevamento; quello che il Cultor e la Cultrix sono chiamati a fare è elevare sè stessi anche elevando la propria famiglia (in senso esteso) ovvero evidenziando il meglio, le migliori qualità etiche e spirituali che si trovano all'interno di questa famiglia. Il concetto di pietas abbraccia anche l'idea di coltivare gli Dei e le Dee sulla base della virtù degli Antichi ovvero dei nostri Antenati. Il Cultor e la Cultrix, tramite la pietas, sono sulla Via e con la loro condotta tramandano dei valori positivi alle generazioni future. Non dobbiamo però dimenticare che "i figli sono i censori dei genitori": un genitore ingiusto non merita l'obbedienza dei figli. Un genitore ingiusto non pratica la pietas, non è sulla Via: perde la sua autorità da vivo e perderà anche a sua autorità simbolica da morto tramite l'oblio. Il Cultor e la Cultrix praticano la pietas, hanno invece questa consapevolezza: operano per costruire e sviluppare questa catena simbolica, operano per rafforzare l'idea di radici familiari da trasmettere ai propri figli. In questo modo diventano, oltre che Cultor e Cultrix, Pater e Mater Familias.

La tradizione ci parla, in modo mitico e simbolico, dei morti, dei morti indegni e dei morti inquieti (senza-pace), di giorni specifici in cui i morti potevano incontrare i vivi, riti di purificazione dei defunti, riti per placare i defunti senza pace che assillano i vivi. Tutto questo apparato mitico e rituale evidenzia come per gli Antichi il processo di aggregazione del defunto con gli Antenati segua un ritmo simbolico simile che il vivo ha nella società dei vivi. Il defunto non entra automaticamente nella sfera degli Antenati. Si attiva un complesso "rito della memoria": per diventare un nuovo Antenato il defunto deve essere purificato dai riti che hanno lo scopo primario  di fargli perdere la sua fisionomia individuale, renderla talmente vaga che si confonde con quella di tutti gli altri Antenati che lo hanno proeceduto. L'identità dei singoli Antenati si annulla, la sua singolarità si perde. La "venerazione", il culto diventa un processo per cui si attribuisce autorità simbolica complessiva.


Con il culto degli Antenati, affermiamo il valore dell'idea che il Cultor e la Cultrix hanno per le proprie "radici", in senso mitico, simbolico, esoterico, nello spazio e nel tempo: proprio come un grande albero afferma la sua forza verso il cielo proprio grazie alle sue solide radici. 

venerdì 13 febbraio 2015

Lararium: the cult of the Ancestors

The Lararium is perhaps one of the most important elements of the present Traditional Roman Spirituality. The home Lararium (to be distinguished from other types of Lararium outside the house) is in fact the focus of any private cult.

The Lararium is an extremely complex element, rich in very detailed and complex symbolism. A wide variety of symbols and meanings are condensed in it: these symbols are strictly interconnected whose interpretation is not easy for the profane eye.

The Lararium firstly acts as a signal: in fact it represents to other men and women that a Cultor or Cultrix lives in this house or a family of Cultores (ie a family in the sacred sense of this term) live in that house. 
 
Not only. The Lararium evidences also (and especially) to the Gods and Goddesses that this is a house of a Cultor or Cultrix. This is because a Cultor or Cultrix does not meet the Divine in a church, a mosque or a synagogue. The Gods and Goddesses are not elsewhere, in heaven, sky or in another dimension. They are here around us. The Cultor and Cultrix must be able to receive Gods and Goddesses: and the house is the private dimension by definition. The Lararium therefore indicates our willingness to accept the Divine with us.

The Lararium also symbolizes our connection to the Ancestors by the Cult of the Ancestors. Also in this case, it shows a very complex symbolic value that goes beyond the molre superficial aspect of the issue. A traditional Lararium shows two figures (not distinctly male or female): they do not look at each other, but they look outward. At the center is represented the genius or the iuno of the Cultor or the Cultrix. Usually the genius/iuno observes the figure placed on the right. The two figures also have their feet raised in an act as that of dance: it is the representation of the movement of the dance which is linked to generation. To be brief, I omit here all other symbols.

In very general terms, this representation symbolizes the duality in particular past-future. In short is symbolized the generational chain of Tradition constituted not only by the Ancestors, but also by future generations. In between is the present (ie us) as a ring that connects the past with the future, the beginning with the end.

The important thing to note is that in the Traditional Roman Spirituality is emphasized that the beginning and the end are linked, in a very broad sense, to theidea of generation (dancing) or by an act dynamically linked to Love (in sacred sense: Venus) as a force that coagulates, attracts the bodies. Unlike monotheism, where there is a God who alone models the universe and created man, in the Traditional Roman Spirituality the generation of Everything requires the presence of two opposing generating forces through an act of love. In the representation of Lararium is underlined the deep bond between the divine dimension (the two Lares) and the human. The same vital energy permeates all the reality: my genius will move to the divine dimension when the time of my physical body will reach the end becoming a tutelary deity of the future family. For this the genius/iuno looks to the right or to the past. The Lararium then describes an order in which the universe is structured and provides the Cultor and Cultrix with an identity of time and space. This is because the Lararium describes the concept of generation and transmission (tradition) as distinctive factor from those who does not have this knowledge: it allows you to identify a well defined legacy of knowledge.

The narrative of the origins of the universe and time are translated into the microcosmic dimension becoming the narration of the story of the history of a family (and a people united by the same cult). The Universe and Nature are chains of relationships: a Cultor and Cultrix are parts of this chain of existences that pervades everything. The Gods and Goddesses of the world and the universe are represented as the Gods and Goddesses of the ancestors of their genealogy. Ancestors become sacred: the strength of a large tree is given by the strength of its roots.

But the Lares describe a bond that connects the beginning of a journey with a final destination: they show a mysterious line that describes a path. A divine energy has started from a point, has materialized in the present (permeating the genius/iuno): but this divine energy will return back to  this mythical starting point in a circular process (again the mystical dance). The Lararium highlights therefore the sense of limits, the sense of the "End" that is inherent in the Traditional Roman Spirituality: the cycle of life and death as the only certainty.

Pietas in domestic cults describes this bond of reciprocity and the bond between the generations. Parents give life to the children and assist them in childhood. The children, when adults, assist parents in old age and honor them after death. This condition is reflected in the family in the relationship between husband and wife, between brothers and sisters.

The Cultor and Cultrix, through Lararium, therefore, indicate that they have undertaken a journey, a mystical path that will lead to a definitive mutation, rebirth in palingenesis.

As already mentioned, the Lararium implies more symbolic values. Discussing them now would be too long.

Lararium: il culto degli Antenati

Il Lararium è forse uno degli elementi più importanti della Spiritualità Tradizionale Romana contemporanea. Il Lararium domestico (da distinguere da tipi di Lararium esterni alla casa) è infatti il fulcro dei culti privati. 

Il Lararium è un elemento estremamente complesso, ricco di una simbologia molto articolata e complessa. In esso convive una estesa molteplicità di simboli e di significati interconessi fra loro la cui lettura non è agevole per gli occhi profani.

Il Lararium per prima cosa agisce come un segnale: esso infatti segnala agli altri uomini e donne che in quella casa vive un Cultor o una Cultrix o una famiglia di Cultores (cioè una famiglia nel senso sacro di questo termine). Non solo. Il Lararium segnala anche (e soprattutto) agli Dei e alle Dee che quella è una casa di un Cultor o di una Cultrix. Questo perchè un Cultor o una Cultrix non incontrano i Divini in una chiesa, in una moschea o in una sinagoga. Gli Dei e le Dee non sono altrove, in Cielo o in un'altra dimensione. Essi son qui intorno a noi. Il Cultor e la Cultrix devono essere in grado di accogliere presso di sè gli Dei e le Dee: e la casa è la dimensione privata per definizione. Il Lararium pertanto indica la nostra disponibilità ad accogliere i Divini presso di noi.

Il Lararium inoltre simboleggia il nostro legame con gli Antenati tramite il Culto degli Antenati. Anche in questo caso, si tratta di una valenza simbolica molto complessa che va oltre quella apparente. Nel Lararium tradizionale sono rappresentate due figure non distintamente maschili o femminili: esse non si guardano, ma hanno lo sguardo rivolto verso l'esterno. Al centro viene rappresentato il genius o la iuno del Cultor o della Cultrix. Solitamente il genius/iuno osservano la figura posta alla loro destra. La due figure inoltre hanno i piedi sollevati in un atto come quello della danza: si tratta della rappresentazione del movimento della danza cosa che è legata alla generazione. Tralascio in questa sede tutti gli altri simboli.

In termini molto generali questa rappresentazione simboleggia la dualità in particolare quella passato-futuro. In breve viene simboleggiata la catena della Tradizione generazionale costituita non solo dagli Antenati, ma anche dalle generazioni future. Nel mezzo c'è il presente (ovvero noi) come anello che collega il passato con il futuro, l'inizio con la fine. 

La cosa importante da notare è che nella Spiritualità Tradizionale Romana viene messo in evidenza che l'inizio e la fine sono legati alla generazione (la danza) ovvero da un atto dinamico legato all'Amore (in senso sacro: Venere) come forza che coagula, condensa, attrae i corpi. A differenza del monoteismo, dove c'è un Dio che da solo modella l'universo e crea l'uomo, nella Spiritualità Tradizionale Romana la generazione del Tutto prevede la presenza di due forze contrastanti e opposte che generano tramite un atto di Amore. Nella rappresentazione del Lararium viene sottolineato il profondo legame fra la dimensione divina (i due Lares) e quella umana. La stessa energia vitale permea ogni realtà: il mio genius si sposterà nella dimensione divina quando il tempo del mio corpo fisico sarà esaurito divenendo nume tutelare della famiglia futura. Per questo esso guarda verso destra ovvero verso il passato. Il Lararium descrive quindi un ordine secondo il quale l'universo è strutturato e fornisce un'identà temporale e spaziale al Cultor e alla Cultrix. Questo perchè il Lararium esprime il concetto di generazione e trasmissione (tradizione) che consentono di distinguersi da coloro che non hanno questa consapevolezza e permettono di riconoscersi con un retaggio di conoscenza. 

La narrazione dell'origine del tempo e dell'universo vengono riportati nella dimensione microcosmica poichè si traducono nella narrazione del racconto della storia di una famiglia (e di un popolo unito dal medesimo culto). L'Universo e la Natura sono concatenazioni di relazioni: anche un Cultor e una Cultrix sono parte di questa concatenazione di esistenze che pervade ogni cosa. Gli Dei e le Dee del mondo e dell'Universo sono rappresentati come gli Dei e le Dee degli antenati della propria genealogia. Gli Antenati diventano sacri: la forza di un grande albero è data dalla solidità delle sue radici. 

Ma i Lares descrivono un legame che mette in comunicazione l'inizio di un cammino con una destinazione finale: essi evidenziano una linea misteriosa che descrive un cammino secondo cui un'energia divina è partita da un punto, si è materializzata (che permea nella dimensione del presente il genius/iuno) e a questo mitico punto di partenza farà ritorno in un processo circolare (ancora la danza mistica). Il Lararium mette in luce quindi il senso del limite, il senso della fine che è connaturato nella Spiritualità Tradizionale Romana: il ciclo vita-morte come unica certezza.

La pietas nei culti domestici descrive questo vincolo di reciprocità ed il legame fra le generazioni. I genitori danno vita ai figli e li assistono durante l'infanzia. I figli da adulti assistono i genitori nella vecchiaia e li onorano dopo la morte. Questa condizione si riflette all'interno della famiglia nel rapporto fra marito e moglie, fra fratelli e sorelle.

Il Cultor e la Cultrix, per mezzo del Lararium, indicano quindi che hanno intrapreso un cammino, un percorso mistico che porterà ad una mutazione definitiva, alla rinascita nella palingenesi.

Come già detto, il Lararium implica ulteriori valori simbolici. Affrontarli ora sarebbe troppo lungo.

lunedì 2 febbraio 2015

February

February  is dedicated to purification
In this month, festivities, rituals and festivals are focused on the memory of defuncts, magical animals, peaceful activities, otium and sleeping. Any tool used for purification is named februum.

It is important to remind that the traditional year will begin on March 1st: thus purification during February is necessary to prepare the beginning of the new year.

This month is dedicated to Februus and Februa (male and female numen of "The Purifying") who, being positive energies, are opposed to Febris (The Fever), the negative energy.

The festivities during February are thus linked to purification activities (for the body, spirit, sites, objects, etc.)
 
February the 1st - Amburbium: festivity for the purification of villages and cities and their public sites through a circular procession holding a februum (a purification tool). The same ceremony can be applied for home purification.

This kind of public purification rite is not at present viable, but a private version of Amburbium can be made to purify our private space at home. The Amburbium can be made walking outside around the house (or, when not possible, inside the house) holding in the left hand a lituus (or a baculum) and offering to Februus/Februa milk, wine and water. 


In these days of purification, it's better to refrain from eating meat and drinking alcohols and liquors. When possible it's good to devote time to reflections and meditation. This purification process should be considered of sort of therapy of purification essentially based on the following principles:
  • spiritual research
  • deep personal introspection
  • reading
  • silence
  • listening
  • deep attention
  • self control
  • indifference towards not important things and issues
I'd like to cite these words by G. Friedmann: "Do your own flight every day! At least just one moment which can be brief but intense. Everyday a spiritual exercise, alone or with another person desiring personal improving. Escaping the idea of duration and time. Trying to eliminate passions, vanity, fame. Avoiding gossip, pity and hate. Loving the entire community of free men/women. Becoming eternal, overcoming personal limits".

I have prepared the following brief invocation to Februus/Februa re-adapting the invocation for the land purification from Cato (De Agricoltura)

First invoking Janus, then Jupiter/Juno, then Februus/Februa with a libatio with wine. At the end, invoke Vesta
"Februus/Februa I invoke you and I ask you to be propitious to me, to my family, to my house. I offer to you this wine so that you will keep diseases, desolation and all visible/invisible harms out of our bodies, spirits and souls. Give well-being to me, to my family and to this house. purify me, my family and my house".
Other festivities:
  • february 13th - 21st - Parentalia
  • february 15th - Lupercalia
  • february 17th - Quirinalia
  • february 21st - Feralia
  • february 23rd - Terminalia
  • february 24th - Regifugium
  • february 27th - Equiria
  • february 28th - Februalia

Febbraio

Il mese di Febbraio è dedicato alla purificazione. Durante questo mese vengono ricordati i defunti, gli animali magici, le attività pacifiche ed il sonno. Tutti gli strumenti di purificazione si chiamano februum.

Bisogna ricordare che l'anno tradizionale inizia con il mese di marzo: quindi la purificazione del mese di febbraio è necessaria come preparazione per l'avvio dell'anno vero e proprio.

Il mese è dedicato a Februus e Februa (il Purificatore/la Purificatrice) che, in quanto energie positive, si oppongono a Febris (la Febbre) energia negativa.

Tutte le festività del mese sono quindi legate ad attività di purificazione (del corpo, dello spirito, dei luoghi, degli oggetti, ecc...)

1 febbraio - Amburbium: festa di purificazione del villaggio o della città e dei suoi luoghi pubblici tramite una processione circolare tenendo in mano un februum ovvero uno strumento di purificazione. Stessa cerimonia per la purificazione della casa.
L'Amburbium prevede un camminare intorno alla casa (o al suo interno ove ciò non sia possibile) tenendo in mano il lituo (o il baculum) e offrendo a Februus/Februa latte, vino e acqua.
In questi giorni di purificazione sarà utile astenersi dal consumo della carne e di alcolici. Quando possibile dedicare tempo alla riflessione e alla meditazione.
Questo processo di purificazione deve essere considerato una vera e propria forma di terapia. Questa terapia di purificazione si deve basare su questi principi:
  • la ricerca
  • l'esame approfondito
  • la lettura
  • il silenzio
  • l'ascolto
  • l'attenzione
  • il dominio di sè
  • l'indifferenza alle cose indifferenti
Cito le parole di G. Friedmann: "Fare il proprio volo ogni giorno! Almeno un momento che può essere breve, purchè sia intenso. Ogni giorno un esercizio spirituale, da solo o in compagnia di una persona che vuole parimenti migliorare. Uscire dalla durata. Sforzarsi di spogliarsi delle proprie passioni, delle vanità, del desiderio di rumore intorno al proprio nome. Fuggire la maldicenza. Deporre la pietà e l'odio. Amare tutti gli uomini liberi. Eternarsi superandosi".
 
Una piccola invocazione a Februus/Februa riadattata dall'invocazione di Catone per la purificazione dei campi.
 
Invocare prima Giano, poi Giove/Giunone quindi Februus/Februa libando con vino. Chiudere l'invocazione citando Vesta.
 
"Februus/Februa vi prego e vi chiedo di essere propizi a me, alla mia famiglia, alla mia casa. Offro questo vino affinchè allontaniate la malattia, la desolazione e tutti mali visibili e invisibili dai nostri corpi e dai nostri animi. Date benessere a me, alla mia famiglia e a questa casa: purificate me, la mia famiglia e questa casa".

Altre festività:
  • 13-21 febbraio - Parentalia
  • 15 febbraio - Lupercalia
  • 17 febbraio - Quirinalia
  • 21 febbraio - Feralia
  • 23 febbraio - Terminalia
  • 24 febbraio - Regifugium
  • 27 febbraio - Equiria
  • 28 febbraio - Februalia

martedì 27 gennaio 2015

Carna and the Human Body

Head of Etruscan Goddess
Carna is a very complex Divine Energy playing however a critical role in the contemporary cults of Traditional Roman Spirituality .

Carna, a feminine divine force, represents the sacralization of the integrity and purity of the human body, its womb and the assimilation of food: these symbolic material/immaterial elements are strictly interconnected.

It is important to highlight that the essential key-element to get in contact with Gods and Goddesses is purity, rather than faith, of both in the body and in spirit (chastity) in a very wide and deep sense. 
 
Ritually pure man and woman, who live the everyday life in a sacred manner avoiding anything impure, are in harmony with themselves, with nature, with Gods and Goddesses. All forms of impurities (in a material and immaterial sense) render man and woman hateful to the Divine dimension, contaminated and not in harmony with Nature.

As regards the physical sphere, an intact body (in sacred and not profane sense) is a pure body. Every organ in the human body is sacred to a specific divine power, but its integrity is sacred to Carna: nothing must exit prematurely from the body. It is important to remember that the human body symbolizes the society as a whole, also emboding, in the dimension of the microcosm, the logic order of the macrocosm. The disintegration of the body, the leakage of organs or abnormal secretions, are the representation of social deviance and the disharmony of the cosmos. The ancient statues should be "read" also in this perspective.

The physical (male and female)  body is an essential tool to think in symbolic and sacral terms: the "social body", as well as the "astral bodies" are symbolically represented through the human body. Carna therefore symbolizes the sacralization of the respect that everyone must have for his/her own body. All those "impure" actions who deliberately deteriorate the body (mutilation, self-injury, corporal punishment carried on themselves) are therfore examples of profanations.

Carna in particular sacralized the integrity of the child's body as not yet defined material and symbolic universe. Carna symbolically accompanies the child's body to its final definition in the body of an adult.

In this perspective, Carna therefore plays a critical role because man and woman are bodies, but at the same time, they have bodies. The body is a subject and an object being the individual foundation for the perception of himself/herself. The body is a harmonious structure bounded by fragile, weak and insicure borders where microcosm, macrocosm and society are simultaneously represented. This means that Carna sacralized the image of a living primary harmonious structure defined by its external profile, the skin. These margins and all orifices are critical zones because they are areas of contact with the outside world where what should not come out, could get out and where impurities could get in; disharmony could occur breaking the physical and symbolic coherence of the body.

For this reason Carna sacralized the most important phase of the physical contact the body  has with the outside world: Food and Food assimilation. One should not eat randomly: eating is a sacred rite, essential to keep intact body and defend it from impurities and contamination.

Another critical aspect of the cult of Carna is the relationship with the blood. The blood circulating in the body is pure, the blood protruding from the body is potentially impure. This is why war is and remains an impure act: the soldiers returning from military campaigns had to be purified because blood had been shed: crossing the arch was then a rite of purification and re-establishment of a cosmic order. Similarly death, which disrupts the bodies, leads to forms of impurities. Also in this case the definition of a period of time of purification and specific rituals involve the restoration of that cosmic order that a family involved by the death had lost.

The case of bloodshed that was once involved in the sacrifices is rather different. These rituals implied the consumption of meat of the sacrificed animals (which were previously im-molated thus placed outside the ordinary dimension of existence): the word Macte - "grow", expressed during the sacrifice, stressed precisely the relationship between the killing, the disintegration of the body, death, food intake, food assimilation and the continuation of life. It is a sacredly controlled bloodshed. We have the same as modern Cultores and Cultrices: we normally eat meat or (never forget it) the (even if profane) result of a technically controlled bloodshed. The war on the contrary involves an uncontrolled bloodshed: for this reason rites of purification were therefore necessary.

What comes out of the body and dissipates from the body is a violation of the sanctity of Carna. An uncontrolled interaction occurs between an "inside world" and an "outside world". There is a violation of a physic and metaphysic boundary (the skin), between two realities that must remain separate which have entered into crisis. In this issue you can see the strong bond existing between Carna and Janus.

The purification rites required by the cult of Carna therefore are related to water. Water dissolves and washes what is spilled untidily from the body, the skin and the body return to their cleaning, water clarifies the boundary line of the body. As Carna represents purity and physical integrity of the body, the same representation is transmitted to the spiritual condition also involving sincerity, clarity and concentration of the mind, the interior cleanliness and tidiness, simple and uncorrupted materials, to clear, basic and elementary colors.

Respecting our own body then implies a respect for all that is simple and natural, original, harmonious and pure in form, the purity of the experience of touch. In all this lies the deeper meaning of the cult of Carna.

Carna ed il Corpo Umano

Testa di Dea Etrusca
Carna è una divinità molto complessa che svolge tuttavia un ruolo molto importante nel culto contemporaneo della Spiritualità Tradizionale Romana.

Carna, forza divina femminile, rappresenta la sacralizzazione dell'integrità e della purezza del corpo umano, delle sue viscere e dell'assimilazione del cibo: si tratta di elementi simbolici materiali/immateriali tutti interconnessi fra loro.

Bisogna premettere che non la fede, ma la purezza, sia del corpo che dello spirito (castità) in un senso molto ampio e profondo, è un elemento indispensabile per entrare in contatto con gli Dei e le Dee. L'uomo e la donna ritualmente puri, che vivono la quotidianità in modo sacro ed evitano tutto ciò che è impuro sono in armonia con loro stessi, con la Natura, con gli Dei e con le Dee. Tutte le forme di impurità (in senso materiale ed immateriale) rendono l'uomo e la donna odiosi alla dimensione Divina, contaminati e non in armonia con la Natura.

Per quanto riguarda la dimensione fisica, un corpo integro (in senso sacro e non profano) è un corpo puro. Ogni organo del corpo umano è sacro ad una specifica forza divina, ma la sua integrità è sacra a Carna: nulla deve uscire in modo anomalo dal corpo. E' importante ricordare che il corpo umano simboleggia la società ed inoltre riproduce nella dimensione del microcosmo, le logiche del macrocosmo. La disgregazione del corpo, la fuoriuscita di organi o secrezioni anomale, costiuiscono la rappresentazione della devianza sociale e della disarmonia del cosmo. Anche in questo senso devono essere lette le rappresentazioni statuarie antiche.

Il corpo fisico (sia quello machile che femminile) è uno strumento essenziale per pensare in termini simbolici e sacrali e su di esso si rappresentano il "corpo sociale", così come i "corpi astrali". Sacralizzare Carna significa quindi sacralizzare il rispetto che ognuno deve avere per il proprio corpo. sono pertanto profanazioni tutte quelle azioni "impure" che deliberatamente deteriorano il corpo, le mutilazioni, l'autolesionismo, le punizioni corporali compiute su sè stessi.

Carna in particolare sacralizza l'integrità del corpo del bambino in quanto universo materiale e simbolico non ancora definito. Carna accompagna simbolicamente il corpo del bambino verso la sua definizione definitiva in corpo di adulto.

Carna è quindi un fattore critico in tutto questo perchè l'uomo e la donna sono corpi, ma, nello stesso tempo, hanno dei corpi. Il corpo è soggetto ed oggetto ed è la base che ognuno di noi ha per la percezione di sè stesso. Il corpo è una struttura armoniosa delimitata da confini precari in cui si incontrano microcosmo, macrocosmo e società. Questo significa che Carna sacralizza l'immagine di una struttura vivente primaria, armoniosa e definita dal suo profilo esterno, la pelle. Questi margini e tutti gli orifizi sono zone critiche perchè sono zone di contatto con l'esterno da cui potrebbe uscire ciò che non dovrebbe uscire ed entrare le impurità; si può creare disarmonia e spezzare la coerenza dell'ordine fisico e simbolico del corpo.

Per questa ragione Carna sacralizza la fase più importante di contatto che il fisico ha con l'esterno, ovvero l'alimentazione e l'assimilazione del cibo.Mangiare quindi non deve essere un atto casuale, ma è un rito sacro essenziale per mantenere integro il corpo e difenderlo dalle impurità e dalle contaminazioni.

Un altro aspetto critico del culto di Carna è il rapporto con il sangue. Il sangue che circola nel corpo è puro, quello che fuoriesce dal corpo è potenzialmente impuro. Per questo motivo la guerra è e rimane un atto impuro: i soldati che rientravano dalle campagne militari dovevano essere purificati perchè del sangue era stato sparso: l'attraversamento dell'arco era quindi un rito di purificazione e di ristabilimento di un ordine cosmico. Allo stesso modo la morte, che disgrega i corpi, conduce a forme di impurità. Anche in questo caso la definizione di un periodo di tempo di purificazione e di specifici riti implicano il ristabilimento di quell'ordine cosmico che una famiglia colpita dal lutto aveva perduto.

Diverso è il caso di spargimento di sangue che anticamente era previsto nei sacrifici. Questi riti prevedevano il consumo delle carni degli animali sacrificati (che prima venivano immolati ovvero collocati al di fuori della dimensione ordinaria dell'esistenza): il grido macte - "accresciti" durante il sacrificio sottolineava proprio il rapporto fra l'uccisione, la disgregazione del corpo, la morte, l'assunzione del cibo, l'assimilazione del cibo e la prosecuzione della vita. Si tratta di uno spargimento sacralmente controllato di sangue. Lo stesso avviene anche per noi Cultores e Cultrices moderni: mangiamo la carne ovvero (non dimentichiamolo mai) il risultato di uno spargimento tecnicamente controllato di sangue. La guerra invece prevede lo spargimento incontrollato di sangue: per questo è necessario un rito di purificazione. 

Ciò che fuoriesce dal corpo e si disperde dal corpo è una violazione della sacralità di Carna. si verifica un'interazione incontrollata fra un dentro ed un fuori. C'è una violazione di una linea di confine fisica e metafisica (la pelle) fra due realtà che devono rimanere distinte e che invece entrano in crisi. In questo aspetto si può notare il forte legame che esiste fra Carna e Giano.

I riti di purificazione previsti dal culto di Carna pertanto sono legati all'acqua. L'acqua dissolve e lava ciò che è fuoriuscito disordinatamente dal corpo, riporta la pelle ed il corpo alla sua pulizia, chiarisce la linea di confine del corpo. Così come Carna rappresenta la purezza e l'integrità fisica del corpo, essa si trasmette alla condizione spirituale legandosi anche alla sincerità, alla limpidezza e concentrazione della mente, alla pulizia e all'ordine interiore, ai materiali semplici ed incorrotti, ai colori nitidi ed elementari. 

Il rispetto per il proprio corpo si lega quindi al rispetto per tutto ciò che è semplice e naturale, originario, armonico e puro nelle forme, nella purezza dell'esperienza tattile. In tutto questo si cela il senso più profondo del culto di Carna.

mercoledì 21 gennaio 2015

A walk in the countryside

I often make long solitary walks along the country roads. I do this both for the body and for the spirit: it is in fact a form of physical and spiritual exercise at the same time.

When I do these walks alone, I can find within myself maybe my most authentic and intimate "pagan" spirit and inclination  (as the profane say). In practice, I abandone all the theories, the more or less subtle theological disquisitions, rules of ritual practices, complex Gods/Goddesses meanings and all the knowledge  I have put together during all these years of study. In short, when walking in the country, I find again the most genuine and truest sense of "paganism."

Nonetheless, I have to say that this experience of totally empirical "traditional spirituality" (in my case the Via Romana) is not however an easy task. Just walking along a country road is not enough to achieve this condition of spiritual balance.

When our minds are agitated, trapped in the illusion of the "world of things", of the frenzy to chase useless things, it is impossibile to feel anything: it impossible to perceive anything when standing in the nature, looking a landscape, a forest. Our mind is blocked in a condition of sadness influencing the perception of the world around us: even the Nature appears in a condition of sadness. You are just walking just as if we were in a gym on a treadmill

But if we can calm the mind, slowing down the thoughts, reordering the priority scale of our existence, then you can not remain indifferent to the beauty of nature, its colors, its perfumes, the singing of the birds, the rustling of leaves of the trees. The pace slows down, the breath becomes calmer and one can feel a gasp in front of the greatness and the simplicity of the Nature. In this moment one feels the proof to be a "pagan": Gods and Goddesses become (not in a profane sense) "visible", "perceptible".  

In this way, one can get closer to the Gods and Goddesses through another way, by direct experience, without speculations, formal rituals, theories, rules: everything becomes clearer simply because gods and Goddesses are coming toward us. All the erudition acquired is set aside: less theories, less reasoning, knowing or not knowing does not make much difference.

This is the way to the Deities through the experience of the "Cloud of Unknowing"
 
Yet many people (even among many so called pagans) tend to discredit this approach because they consider these feelings, these approaches to life as childish or ridiculous. The monotheists also consider this as just nonsense.

The Cultor and Cultrix do not go to a church, a mosque or a synagogue to pray: the traditional temple does not have this purpose. I have written many times that the Cultor and Cultrix do not pray in the profane sense of the term. Most of the liturgies and rites take place in the outside world: and often a Cultor/Cultrix perform these rites and liturgies even without realizing to do so. Eating a frugal meal with friends or with your family in peace is already a form of ritual. Our church is the world.

If contemplating a forest we have this perception of the Divine, we are perceiving something that is far from unreal: it is the rediscovery of a deep bond with important expressions of existence in which the "pagan" spirit finds its own home. Abandoning the so-called "complex reality", with its technology and speed, and settling for this "world" is however a very difficult task: there is nothing simple in turning our gaze to something that today many label simply as "the past". In this "place of belonging" we are trying to find relief  because if a Via does not do this, but it rather creates tension, agitation, violence, intolerance and fanaticism, what it's worth?

In short, in this era of conflict and chaos, we undertake the Via to help us in building spaces of quiet and directing our thoughts, even just simply walking along a country road, in places where the body and mind can find peace and freshness.

Una camminata in campagna

Spesso mi capita di fare lunghe camminate solitarie lungo le strade di campagna. Lo faccio sia per il corpo che per lo spirito: è insomma una forma di esercizio fisico e spirituale allo stesso tempo.

Quando faccio queste lunghe passeggiate da solo, ritrovo dentro di me il mio più autentico ed intimo spirito "pagano" (come direbbero i profani). In pratica abbandono tutte le teorie, le sottili disquisizioni più o meno teologiche, le regole delle pratiche rituali e tutto il bagaglio di nozioni e saperi che sono riuscito a mettere insieme in tutti questi anni di studio. Insomma camminando in campagna ritrovo lo spirito più autentico e più vero del cosiddetto "paganesimo". 

Devo dire che questa esperienza totalmente empirica di "spiritualità tradizionale" (nel mio caso la Via Romana) non è comunque un'impresa facile. Non basta mettersi a camminare lungo una strada di campagna. 

Quando il nostro spirito è in preda all'agitazione, all'illusione del "mondo delle cose", alla frenesia per inseguire le cose più inutili, non si riesce a percepire nulla di fronte alla natura, ad un paesaggio, ad un bosco. E' come se la nostra tristezza coinvolgesse la Natura che ci circonda. stiamo camminando e basta, come se fossimo in una palestra su un tapis roulant

Ma se riusciamo a calmare la mente, a rallentare i pensieri, a riordinare la scala di priorità della nostra esistenza, allora non è possibile rimanere indifferenti alla bellezza della natura, ai suoi colori, ai suoi profumi, al conto degli uccelli, allo stormire delle foglie degli alberi. Il passo rallenta, il respiro stesso diventa più tranquillo e si ha come un sussulto di fronte alla grandezza e alla semplicità di tutto questo. In questo momento si ha allora la dimostrazione che si possiede un animo "pagano" e gli Dei e le Dee diventano (non in senso profano) "visibili", "percepibili". Insomma si arriva ad avvicinarsi agli Dei e le Dee per un'altra strada, per esperienza diretta, senza tante elucubrazioni, senza riti, senza teorie, senza regole: semplicemente perchè sono loro che ci vengono incontro. Tutta l'erudizione acquisita viene messa da parte: meno teorie, meno ragionamenti, sapere o non sapere non fa molta differenza.

Molte persone tendono a screditare tutto questo perchè ritengono queste sensazioni, questi approcci alla vita come infantili o ridicole. I monoteisti poi le considerano poi solo sciocchezze. 

Il Cultor e la Cultrix non vanno in una chiesa, in una moschea o in una sinagoga a pregare: il Tempio tradizionale non ha questo scopo. Ho già detto molte volte che il Cultor e la Cultrix non pregano nel senso profano del termine. Inoltre è nel mondo esterno che si svolgono le liturgie ed i riti che il più delle volte svolgiamo senza nemmeno rendercene conto. Mangiare un pasto frugale con gli amici o con la propria famiglia in serenità è già una forma di rito. La nostra chiesa è il mondo.

Quando di fronte ad un bosco abbiamo questa percezione del divino, ci troviamo a percepire qualcosa che è tutt'altro che irreale: è la riscoperta di un legame profondo con delle importanti espressioni dell'esistenza nelle quali lo spirito "pagano" ritrova un luogo di appartenenza. Abbandonare la cosiddetta "realtà complessa", con la sua tecnologia e la sua velocità, ed accontentarsi di questo "mondo" è tuttavia un'operazione molto difficile: non c'è nulla di semplice nel rivolgere lo sguardo ad un qualcosa che oggi molti etichettano semplicemente come "passato". In questo luogo di appartenenza non facciamo altro che cercare di trovare conforto perchè se una Via non fa questo, ma genera tensione, agitazione, violenza, intolleranza e fanatismo, a cosa può servire?

Insomma in questa epoca di conflitti e di caos, intraprendiamo quella Via che ci aiuta a costruire degli spazi di quiete e a spingerci con i pensieri, anche camminando lungo una semplice strada di campagna, in luoghi dove il corpo e la mente possano ritrovare la pace e la freschezza.

mercoledì 14 gennaio 2015

January - Janus

This month is entirely dedicated to Ianus, a male Divine Force, symbolizing the sacralization of the "beginnings", springs, doors and gates (Ianua)

Ianus essentially sacralizes the "passage" both in spatial and in temporal sense unifying two spaces as well as two times. Also for this reason Ianus is symbolically represented having two opposite faces one oriented to the past and one to the future (also having however a third face not visible for the common man).

Ianus' main symbol is a couple of keys: a golden and a silver key.

Ianus' female polarities are Cardea, Iuturna and Diana.

Main festivities in January are:

  • January 9th : Ianus' Agonalia
  • January 11th: Iuturnalia
  • January 12th - 15th: Carmentalia
  • January 22nd - 24th: Paganalia
  • January 25th: Sementina
Therefore, not acidentaly this month, placed out of the King Numa' s sacred calendar (together with February), is situated at the beginnings of the year: this period is thus highly permeated by the Divine Energy of Janus.  
Janus is an extremely complex Divine Force having, being the sacralization of the beginnings, very difficult hermetic and iniziatic implications. In this post I can't discuss these aspects but I hope to have the opportunity to analyze them in a more specific occasion very soon.  


In the meantime I include here some considerations I have made about Janus in a previous post I have written about the symbolic value and meaning of the Arch
"Janus represents, among other, the sacralization of the "passage" in terms of space, time and initiation (the vessel). Related to Time, Janus is the sacralization of the moments of passage or "phase change" during  natural cycles, in the human life, etc. Related to Space, the doors, the gates and all the sites materializing a passage have a sacred energy embodied in Janus. Like the time passages, the spatial passages represent a phase modification, a fracture and a discontinuity: the door, for example, divides and put in contact two spaces having different identities. In particular the door of the Temple (both architectural and natural) is a break-point between an "in" and an "out".

Passing through a door is a changing of status: this is particular relevant for a sacred place like a Temple but it is the same also for the house door.
...

Therefore "passing through the door" is always a "dramatic" moment (in sacred sense): above all the passage through the "narrow gate" (observe the etruscan tombs or the ctonic sactuaries - palingenesis) and the bridges (structures unifying what Nature divided)."
All the traditional invocations for any kind of Deity should begin firstly invoking or citing Janus (while Vesta is usually cited or invoked in the final part of the invocation). Every beginning is therefore sacred to Janus: for this reason I here include the Versus Ianuli to be used for this scope.
Versus Ianuli

Dimon em cante,
Dimon deiuo sub plecate.

O Zeul, ad oreso omnia.
Verom ad patulcie,
Cosmis es ianeos,
Ianes es duonos,
Ceros es Manos
Po meliosom regom.


Let's sing the Gods' Father
Let's invoke the Deities' God
Sun! Rise to the world
to the celestial Gate, you the sacred opener
Your are the sacred gate keeper
You are the good Ianes
You are the benign He-Generating
of more powerful Gods.

(Carmen Saliare)

Gennaio - Giano

Il mese di Gennaio è interamente dedicato a Giano "Ianus", divinità maschile, che sinboleggia la sacralizzazione degli inizi, delle sorgenti e delle porte (Ianua).

Fondamentalmente Giano sacralizza "il passaggio" sia in senso spaziale che temporale ed unisce due spazi così come due tempi. Anche per questo Giano è rappresentato simbolicamente con due volti uno rivolto al passato ed uno rivolto al futuro pur avendo un terzo volto non visibile per l'uomo comune.

Il simbolo di Giano sono due chiavi: una d'oro ed una d'argento.

Le polarità femminili di Giano sono Cardea, Giuturna e Diana.

Le festività principali del mese di Gennaio sono:
  • 9 Gennaio: Agonalia di Giano
  • 11 Gennaio: Iuturnalia
  • 12 - 15 Gennaio: Carmentalia
  • 22 - 24 Gennaio: Paganalia
  • 25 Gennaio: Sementina
Non casualmente quindi questo mese, posto fuori dal calendario sacro del Re Numa insieme al mese di Febbraio, viene posto all'inizio dell'anno: tutto questo periodo è pertanto fortemente permeato dall'energia divina di Giano. 

Giano è una Forza Divina estremamente complessa che, proprio perchè "sacralizzazione degli inizi" presenta delle difficili implicazioni ermetiche ed appunto iniziatiche che in questa sede non possono essere trattate. Mi riservo di dedicare uno spazio specifico al valore ermetico-iniziatico di Giano.
Intanto posso riprotare alcune considerazioni che ho già fatto su Giano quando ho sommariamente trattato del valore simbolico dell'Arco.
"Giano infatti rappresenta, tra l'altro, la sacralizzazione del "passaggio" in senso spaziale, temporale ed iniziatico (la barca). In senso temporale Giano sacralizza tutti i momenti, piccoli e grandi, di passaggio o "cambiamento di fase" sia nel corso dello svolgimento dei cicli naturali sia nella vita dell'uomo e della donna. In senso spaziale tutte le porte, i ponti ed i luoghi che materializzano un passaggio presentano un'energia sacra identificabile nella figura di Giano. Come avviene nei "passaggi temporali", anche i "passaggi spaziali" rappresentano un cambiamento di fase e comunque una frattura ed una discontinuità: la porta, ad esempio, divide e mette in comunicazione due spazi aventi identità distinte. In particolare la porta del Tempio (sia architettonico che naturale) costituisce un punto di interruzione fra ciò che è dentro e ciò che è fuori. L'attraversamento della porta rappresenta un "cambiamento di stato": ciò è rilevante per un luogo sacro come un Tempio, ma lo stesso avviene ad esempio per la porta di casa.
 ...

L'"attraversamento della porta" è quindi sempre un momento "drammatico" (in senso sacro): soprattutto il passaggio attraverso la "porta stretta" (osservare le tombe etrusche o i santuari ctonii - palingenesi)  ed i ponti (strutture che uniscono ciò che la Natura ha diviso)."

Tutte le invocazioni tradizionali di qualsiasi divinità dovrebbero inziare invocando o citando per primo Giano (mentre Vesta viene tradizionalmente citata ed invocata per ultima). Ogni inzio è quindi sacro a Giano: per tale ragione inserisco di seguito il Versus Ianuli da utilizzare per questo scopo.

 Versus Ianuli

Dimon em cante,
Dimon deiuo sub plecate.

O Zeul, ad oreso omnia.
Verom ad patulcie,
Cosmis es ianeos,
Ianes es duonos,
Ceros es Manos
Po meliosom regom.

INNO A GIANO

Cantatelo, il padre degli Dei;
supplicatelo il Dio degli Dei.

Oh, Sole, sorgi al mondo!
Alla porta del cielo, o tu che apri!
sei il gentile portiere;
sei il buon Ianes,
sei il benefico generatore.....

di più "potenti Signori".


(Carmen Saliare)

martedì 30 dicembre 2014

The Flowerbed of Saturn

The Flowerbed of Saturn is another important component of the Sacred Garden and for the Hortus Arvalis.

Saturn is connected to a cold and dry energy. In the human body the energy of Saturn is located in the skeleton, nails, teeth, joints.

In the plant world the energy of Saturn is primarily placed in the roots of herbs, plants and trees.

In thw flowerbed of Saturn are placed many solanaceae poisonous plants such as mandrake, stramonium, hellebore, aconite, hemlock. There are also some sedative and analgesic plants such as the "devil's claw", hemp, amaranth.

The tree sacred to Saturn is by definition the willow.